Fernando Jesus Pires, giornalista e direttore del giornale OREGIÕES, ha scritto una cronaca di opinione critica sullo stato della governance comunale a Castelo Branco. L'articolo mette in discussione sia l'esecutivo guidato dal presidente della Giunta, Leopoldo Rodrigues, che l'opposizione comunale, sostenendo che entrambi falliscono nelle loro responsabilità democratiche.
L'autore utilizza la metafora della "Repubblica dei Becchini" per descrivere una cultura politica in cui il potere governa senza un rigoroso scrutinio e l'opposizione opta per la politica del "lasciar passare". Secondo la cronaca, questa postura passiva permette che decisioni controverse avanzino senza un'effettiva contestazione, che investimenti mal concepiti vengano approvati senza un'adeguata vigilanza e che opportunità vengano perse senza che nessuno si assuma la responsabilità di difenderle.
La cronaca sottolinea che l'opposizione comunale non è stata eletta per essere ornamentale, ma per vigilare, interrogare e proporre alternative. L'autore sostiene che un'opposizione che sistematicamente lascia passare decisioni dubbie rischia di diventare un'estensione involontaria della maggioranza, e che il silenzio non equivale a consenso. La vera vigilanza, difende l'autore, deve avvenire prima delle votazioni, non attraverso conferenze stampa successive.
Fernando Jesus Pires conclude che Castelo Branco ha bisogno di una cultura politica che esiga più della comunicazione istituzionale e del teatro partitico. La città ha bisogno, secondo l'autore, di un esecutivo che renda conto, di un'opposizione con spina dorsale, di partiti che presentino alternative concrete e di cittadini che sentano che i loro rappresentanti lavorano genuinamente per la comunità. Il messaggio finale è che il declino di una città inizia lentamente, nei silenzi e nelle omissioni, e che è arrivato il momento che tutti gli attori coinvolti si assumano le loro responsabilità.




