L'XI Simposio del Clero è iniziato oggi a Fatima, al Centro Paolo VI, proseguendo fino al 3 settembre 2026, con il tema «Fratelli nel sacerdozio e testimoni del Vangelo». Nella sessione di apertura, D. Virgílio Antunes, presidente della Conferenza Episcopale Portoghese, ha evidenziato «sfide specifiche» che si pongono al clero, sottolineando la necessità di garantire che ogni comunità sia un «luogo sano e sicuro per tutti, dove regna il rispetto per ciascuno e dove non vi sia alcuna forma di abuso».
Il vescovo di Coimbra ha messo in guardia dalla «visione frequentemente negativa» con cui la Chiesa e il suo clero sono guardati dalla società attuale, riferendo che ciò è dovuto, talvolta, a «pregiudizi» e altre volte a «debolezze personali». Ha sottolineato che né la «lotta e il confronto aperto con la società secolarizzata o ostile» né la «fuga dal mondo verso fortezze» sono percorsi adeguati, poiché rendono i preti «persone aspre e distanti».
D. Virgílio Antunes ha difeso la necessità di un «forte radicamento in Cristo» e di un «serio approfondimento della spiritualità cristiana», fondato sulla Parola di Dio, sull'Eucarestia e sui Sacramenti. Ha inoltre indicato l'urgenza di intensificare la vita comunitaria, sia nei presbiteri che nell'inserimento nella comunità cristiana, riferendo che i sacerdoti «non possono rimanere prigionieri della molteplicità di attività, dell'iperoccupazione del tempo o delle esigenze talvolta più dettate dalle tradizioni sociali e culturali che dallo zelo della fede».




