La parola "polyester" è diventata un nuovo codice utilizzato dalla Generazione Z sui social media per denunciare influencer, marchi e stili di vita che considerano troppo perfetti, artificialmente curati o eccessivamente autentici. Il termine confronta il polyester — un tessuto sintetico — con materiali naturali come il cotone, suggerendo che qualcosa sia falso, fabbricato o privo di genuinità.
L'espressione circola principalmente su TikTok e altre piattaforme social, dove i giovani utilizzano la parola per commentare contenuti che giudicano eccessivamente ritoccati, filtrati o scollegati dalla realtà quotidiana. La viralità della parola riflette una crescente diffidenza tra i più giovani nei confronti dell'autenticità dei creatori di contenuti e dei marchi.
Questo fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia di critica alla cultura della perfezione sui social media, dove gli influencer sono spesso accusati di promuovere stili di vita irraggiungibili. La Generazione Z dimostra un interesse crescente per l'autenticità e la trasparenza, preferendo contenuti che riflettano l'imperfezione umana.
Come molte altre espressioni che emergono, diventano virali e scompaiono quasi altrettanto rapidamente di come sono apparse, "polyester" potrebbe essere sostituito da un'altra parola a breve, rimanendo solo come un altro esempio del linguaggio effimero che caratterizza la comunicazione digitale contemporanea.



