La rivalità tra Braga e Vitória attraversa generazioni e più di 160 partite ufficiali. Nel retrospettivo generale, il Braga ha un leggero vantaggio, ma il Vitória custodisce ricordi recenti molto dolci, come la conquista della Coppa di Lega. Separate da poco più di 20 chilometri, le due città vivono questa partita come una questione quasi di quartiere, dove l'orgoglio pesa tanto o più della classifica.
Il Braga arriva a questo derby avvolto in dubbi. Carlos Vicens sta ancora conoscendo il gruppo in competizione ufficiale, dal momento che il lungo percorso europeo ha costretto a posticipare due giornate di campionato, e questo è solo la seconda partita dei bracarensi in campionato questa stagione. È una squadra ancora in cerca del proprio ritmo competitivo sotto un tecnico spagnolo formato nella scuola del Manchester City, che ha davanti la sfida di gestire l'intensità emotiva di un derby con una rosa ancora poco rodata.
Il Vitória, al contrario, arriva in crescita. La squadra viene dalla vittoria contro il Nacional, la prima vittoria della stagione, e vive l'esordio di Tiago Margarido in panchina in un derby, il battesimo più esigente che ci sia. Margarido è giovane e ambizioso, e sa che un risultato positivo alla Pedreira vale, per la base sociale vitoriana, più di qualsiasi discorso di presentazione. La squadra sembra avere più rodaggio competitivo del rivale in questa serata.
Fuori dal campo, sono attesi tra 15 e 17 mila tifosi del Braga e circa 1.600 del Vitória, per un totale che potrebbe arrivare ai 18.600 spettatori alla Pedreira. Dal lato vimaranense, tifosi già noti come fervorosi attraversano il confine per portare i colori nero e bianco nelle tribune avversarie. Dall'altro lato, una Pedreira piena di rosso e bianco si prepara a trasformare lo stadio in una specie di fortezza. Il fischio d'inizio è affidato ad André Narciso, ma è in queste notti che si capisce che un derby non inizia quando l'arbitro fischia, né termina quando il pallone smette di rotolare.




