Per più di un decennio, i social network hanno insegnato ai marchi, alle entità e allo Stato a costruire profili dettagliati di ogni persona, ma l'intelligenza artificiale ha eliminato i limiti tecnici che prima esistevano. Un sistema di IA può analizzare simultaneamente linguaggio, modelli di comportamento, orari di attività, immagini e persino il tono emotivo dei messaggi, creando una ricostruzione quasi completa di chi siamo. Il vero rischio non sta nella tecnologia in sé, ma in chi la utilizza senza una regolamentazione efficace, in uno spazio grigio dove aziende di analisi dei dati e piattaforme di terze parti operano senza supervisione. Quando entità sconosciute riescono a prevedere comportamenti, influenzare decisioni politiche o manipolare percezioni su larga scala, il funzionamento dei mercati e della democrazia viene compromesso. Il Portogallo e l'Unione Europea hanno fatto passi avanti con l'AI Act, ma la regolamentazione arriva sempre dopo l'innovazione. La risposta deve essere legislativa, culturale e aziendale, rendendo l'etica nell'uso dei dati un vantaggio competitivo reale.
Jornal Económico01/09/26, 00:08