Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha accusato Russia e Israele della crisi migratoria a Ceuta, considerando l'incidente un attacco all'Europa. Sánchez ha affermato che le autorità stanno indagando sulla situazione.
Circa cinquemila migranti restano ancora a Ceuta, città spagnola nel nord Africa, dopo la crisi migratoria scoppiata negli ultimi giorni.
Il primo ministro spagnolo ha inoltre reso omaggio al Marocco, elogiando il paese per il modo in cui ha gestito la situazione, in un gesto di ringraziamento per il controllo delle frontiere che Madrid considera sia stato fondamentale.
Le autorità spagnole continuano a lavorare per gestire il flusso migratorio e a indagare sulle circostanze che hanno portato a ciò che Sánchez ha definito un attacco all'Europa.




