L'idea che gli adulti abbiano bisogno di otto ore di sonno per notte è associata alla popolarizzazione, nel XIX secolo, della divisione della giornata in otto ore di lavoro, otto di svago e otto di riposo. Questa credenza è diventata ampiamente diffusa, ma i ricercatori hanno iniziato a metterne in discussione la base scientifica.
Per comprendere meglio i modelli di sonno nelle società meno esposte all'industrializzazione e all'illuminazione artificiale, i ricercatori hanno deciso di studiare popolazioni di sussistenza tradizionale, che mantengono stili di vita più vicini a quelli dei nostri antenati.
In uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Current Biology, sono stati analizzati i modelli di sonno degli Hadza, in Tanzania, dei San, in Namibia, e dei Tsimane, in Bolivia. Queste tre popolazioni sono state scelte perché vivono in ambienti poco industrializzati.
I partecipanti di questi gruppi dormivano, in media, circa 6,4 ore per notte, un valore significativamente inferiore alle otto ore tradizionalmente raccomandate.




