L'articolo affronta il potenziale economico della Lusofonia, ovvero dell'insieme di paesi e comunità che condividono la lingua portoghese. Per decenni, la Lusofonia è stata interpretata principalmente come una comunità culturale e linguistica, valorizzando aspetti come la letteratura, la storia e le tradizioni condivise tra i paesi lusofoni.
Il testo sostiene che, nel 2026, questa prospettiva deve essere ampliata. La Lusofonia deve anche essere considerata come un'infrastruttura economica, il che implica riconoscere il valore del mercato comune formato dai paesi di lingua portoghese.
Questo approccio suggerisce che la condivisione della lingua portoghese possa servire come base per rafforzare legami commerciali, investimenti e collaborazioni economiche tra nazioni come Portogallo, Brasile, Angola, Mozambico, Capo Verde, Guinea-Bissau, São Tomé e Príncipe, Timor Est e Guinea Equatoriale.



