Le inondazioni al confine tra il Nepal e la Cina, nella regione del Tibet, hanno provocato almeno 919 morti e quasi 4800 dispersi, secondo il nuovo bilancio aggiornato della tragedia. Le autorità confermano che il numero di vittime mortali continua a salire in modo significativo.
Tra i dispersi si trovano cittadini stranieri e lavoratori di centrali idroelettriche che operavano nella regione colpita. La presenza di questi lavoratori suggerisce che le infrastrutture energetiche locali siano state colpite dalle piene.
Il nuovo bilancio rappresenta un peggioramento considerevole della situazione, con centinaia di vittime mortali aggiuntive rispetto ai conteggi precedenti. Le operazioni di ricerca e salvataggio sono ancora in corso per tentare di localizzare le migliaia di persone ancora disperse.
Le inondazioni nella regione di confine tra il Nepal e il Tibet hanno causato una delle peggiori catastrofi umanitarie recenti nella zona, sovraccaricando i servizi di emergenza e le autorità locali nella risposta alla crisi.




