Il tempo che bambini e adolescenti trascorrono davanti agli schermi ha perso importanza tra i ricercatori come metrica per definire l'uso appropriato dei social media. Il numero di ore trascorse in questi ambienti non è più il criterio principale per valutare se l'uso sia sicuro o salutare per i giovani.
L'attuale panorama è caratterizzato da app con design manipolativo e contenuti radicalizzati, il che rende la definizione di un numero di ore presumibilmente sicuro una sensazione irreale di protezione per le famiglie. Stabilire limiti di tempo non garantisce una sicurezza adeguata contro i rischi presenti su queste piattaforme.
La giornalista Renata Cafardo è autrice del libro "L'algoritmo delle famiglie", pubblicato questo mese, che affronta come il mondo digitale sfida il modo di educare i figli. L'opera offre una prospettiva sulle sfide affrontate dai genitori nell'era digitale.




