Il concetto di "guerra totale" fu coniato dal generale tedesco Erich Ludendorff nella Germania sconfitta dopo la Prima Guerra Mondiale. Ludendorff era convinto che la sconfitta del suo paese nella lunga e sanguinosa contesa degli anni 1914 e 1918 fosse dovuta a ciò che definì "tradimento" dei "comunisti" e "ebrei".
Questa teoria sosteneva la necessità, esposta in un libro pubblicato nel 1935, che quando un conflitto armato mette in gioco la stessa sopravvivenza dello Stato, tutte le risorse della nazione, inclusa la politica e l'economia, devono sottomettersi allo sforzo militare.
In sostanza, la "guerra totale" rappresenta una dottrina che abolirebbe la distinzione tra risorse civili e militari, mobilitando l'intera società per il conflitto. Il concetto sorse come risposta alla sconfitta tedesca e come critica a quelle che Ludendorff considerava forze interne che sabotarono lo sforzo bellico del suo paese.




