Forti piogge e rischio di nuove inondazioni stanno ostacolando gli sforzi di soccorso in Nepal questa domenica (30), dopo la devastante frana che ha colpito una regione di frontiera dell'Himalaya, vicino al confine con la Cina, mercoledì scorso. Almeno 750 persone sono morte e più di tremila risultano disperse, inclusi centinaia di stranieri.
Le autorità nepalesi hanno chiesto cautela alle squadre di soccorso a causa dell'innalzamento del livello dell'acqua nel fiume Bhotekoshi, nel distretto di Rasuwa. Il contesto delle operazioni è stato segnato dalla difficoltà di identificazione dei corpi, trasportati da un'inondazione descritta da un nepalesese sentito dal GLOBO come avente "una densità maggiore del cemento".
Gli scavi sono ripresi questa domenica nel tentativo di raggiungere un tunnel dove circa cento lavoratori rimangono sepolti. L'operazione era stata precedentemente interrotta a causa dell'innalzamento del livello delle acque, che è tornato a rappresentare un ostacolo per i lavori.
Gli esperti di disastri hanno affermato che il crollo del ghiacciaio in Nepal era difficile da prevedere, aggiungendo complessità allo scenario della tragedia.




