L'impeachment di Dilma Rousseff, concluso nel 2016, ha compiuto un decennio e ha rivelato al pubblico brasiliano giuristi fino ad allora poco conosciuti, oltre a politici che si sono avvalsi del processo per salire al potere. La votazione al Congresso Nazionale ha diviso il paese tra chi difendeva la legalità del processo e chi lo classificava come un golpe contro la democrazia.
La giurista Janaína Paschoal ha guadagnato risalto nazionale firmando, insieme ai colleghi giuristi Miguel Reale e Hélio Bicudo, la richiesta di impeachment di Dilma. Conosciuta come "la donna dell'impeachment", ha proiettato la propria immagine durante le sessioni del processo ed è riuscita a farsi eleggere deputata statale a San Paolo nel 2018, ottenendo un voto record.
Michel Temer, che era il vice di Dilma, ha assunto il Palazzo del Planalto dopo la conclusione del processo. Il leader dell'MDB ha governato il paese fino alla fine del mandato, nel 2018.
Jair Bolsonaro, che all'epoca era uno dei nomi del "basso clero" della Camera dei Deputati, ha mostrato durante il processo il lato più radicale che lo avrebbe portato al Palazzo del Planalto. Eduardo Cunha, allora presidente della Camera, è stato anch'egli una figura centrale nell'avanzamento dell'impeachment.




