Dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, più di ventisettemila stranieri, provenienti da circa centotrenta paesi, si sono arruolati nelle file russe, secondo le informazioni dell'intelligence ucraina. Il fenomeno è cresciuto in modo sostenuto negli ultimi anni, con la Russia che ha aperto le sue frontiere per attirare combattenti stranieri.
Tra i paesi di origine di questi volontari si trovano nazioni del Medio Oriente, Africa, America Latina e persino paesi occidentali. Molti sono motivati da ragioni economiche, dato che i pagamenti offerti dalla Russia superano significativamente i salari medi nei loro paesi di origine. Alcuni sono anche attratti da ideologie estremiste o da propaganda filorussa.
L'intelligence ucraina monitora da vicino questo flusso di combattenti stranieri e condivide regolarmente dati su numeri e origini. Mosca, dal canto suo, presenta questi volontari come prova di sostegno internazionale alla sua operazione militare, sebbene molti di questi combattenti siano mercenari senza alcun legame diretto con la causa che dicono di difendere.
Il fenomeno solleva preoccupazioni sulla sicurezza internazionale, dal momento che combattenti con esperienza in zone di guerra possono rappresentare minacce quando ritornano nei loro paesi di origine. Alcuni governi hanno tentato di restringere i viaggi dei propri cittadini per evitare che si arruolassero nel conflitto.




