L'articolo affronta la questione delle 'linee rosse' politiche in Portogallo, sostenendo che queste non sono mai state formalmente affermate fino alle elezioni, e che sarebbero cadute in virtù del voto popolare qualora il programma di governo necessitasse di più del 50% di approvazione nell'Assemblea. Il testo suggerisce una riflessione sui limiti e sulla flessibilità delle posizioni politiche nel contesto della governance portoghese.
La presidente ad interim del Venezuela ha confermato la firma di un accordo petrolifero con gli Stati Uniti, definendolo storico e ringraziando "calorosamente" il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'accordo rappresenta un avvicinamento tra i due paesi dopo un periodo di tensioni diplomatiche.
La Corte Suprema, che negli ultimi mesi ha adottato misure per disciplinare gli stipendi esagerati del pubblico impiego, in particolare nel settore giudiziario e nel Ministero Pubblico, ha creato una gratifica che funzionerà come un nuovo "extra" per i suoi dipendenti, contraddicendo le proprie decisioni in materia. L'articolo è riservato agli abbonati e non rivela altri dettagli sul valore o sui criteri della gratifica.
Il governo del Distretto Federale ha premuto per la liberazione di un prestito alla Banca di Brasilia (BRB) per coprire un buco di 12,2 miliardi di reais causato dal coinvolgimento della banca nelle frodi del Banco Master. L'affare tra BRB e Master è stato bloccato, la Polizia Federale ha indagato sul caso, il Banco Master è stato liquidato dalla Banca Centrale, e l'ex presidente della BRB Paulo Henrique Costa è stato arrestato, ma il problema finanziario rimane senza soluzione.
Quasi mille candidati con azioni di contestazione stanno facendo campagna elettorale normalmente in Brasile, nonostante siano stati condannati per ineleggibilità o abbiano i loro registri contestati dal Ministero Pubblico Elettorale. Fino a mercoledì scorso, 974 registrazioni di candidatura erano state contestate in tutto il paese, numero che dovrebbe ancora crescere. La legislazione brasiliana permette che questi candidati continuino a fare campagna elettorale fino a quando la Giustizia Elettorale non analizza e decide sulle azioni, cercando di bilanciare il diritto di ampia difesa dei candidati con la protezione della scelta dell'elettorato.