Socrate, uno dei fondatori della filosofia occidentale, nacque ad Atene intorno al 470 a.C. e visse praticamente tutta la sua vita nella stessa città, raramente uscendone. Per il filosofo greco, conoscere il mondo non implicava viaggiare fisicamente verso altri luoghi, ma iniziava dal conoscere se stessi e dal mettere in discussione ciò che tutti intorno a lui credevano di sapere.
Socrate trasformò le strade e, soprattutto, l'agorà di Atene nel suo principale territorio di indagine, avvicinando tutti coloro che incontrava per dibattere idee e concetti. Il suo metodo consisteva nell'interrogare le persone sulle loro certezze, portandole a riflettere sulla conoscenza che pensavano di avere.
Condannato a morte, Socrate accettò la pena imposta, rifiutando di fuggire dalla città. Giustificò questa decisione affermando che non era corretto abbandonare la propria città e che non poteva accettare le leggi solo quando gli erano favorevoli, dimostrando un profondo impegno verso le leggi che governavano Atene, anche quando queste lo portavano alla morte.




