Il psichiatra e candidato alla Presidenza Augusto Cury, del partito Avante, ha affermato durante un'intervista condotta dai media GLOBO, CBN e Valor che il giudizio degli eventi dell'8 gennaio 2023 non è stato sufficiente per decidere se concederà l'amnistia ai condannati per tali atti. Il candidato ha difeso la necessità di analizzare più approfonditamente i procedimenti prima di prendere qualsiasi decisione in merito al tema.
Qualora fosse eletto, Cury ha affermato che inviterà un gruppo di giuristi rinomati dal Brasile e dall'estero per analizzare se vi siano stati vizi nei procedimenti relativi ai condannati per gli atti dell'8 gennaio 2023. Il candidato ha rifiutato quella che ha definito polarizzazione politica e ha affermato di voler cercare il lato positivo della politica, senza quella che ha descritto come una guerra infinita che, secondo lui, ha colpito sia la destra che la sinistra.
Durante l'intervista, Augusto Cury ha anche manifestato supporto all'impeachment dei ministri della Corte Suprema Federale (STF) qualora i magistrati abbiano commesso errori nelle loro decisioni. Il candidato non ha specificato quali errori sarebbero considerati sufficientemente gravi da giustificare la rimozione dei ministri, ma ha difeso la possibilità di responsabilizzare i membri della Corte.
Augusto Cury ha cercato di posizionarsi come un'alternativa alle dispute politiche tradizionali, affermando di non voler entrare nella polarizzazione tra destra e sinistra. Ha sottolineato l'intenzione di analizzare attentamente i procedimenti prima di prendere qualsiasi decisione sull'amnistia, citando la necessità di un'analisi giuridica rigorosa da parte di specialisti nazionali e internazionali.




