Ratko Mladić è morto a 83 anni nel 2026, chiusura di un capitolo nero della storia dei Balcani. Nato nel 1942, il militare serbo-bosniaco crebbe come contadino e salì al rango di comandante militare durante le guerre nell'ex Jugoslavia, diventando noto come il "macellaio dei Balcani" per i crimini di guerra che commise.
Mladić fu comandante dell'esercito dei serbi di Bosnia durante la guerra in Bosnia (1992-1995), periodo in cui furono commessi alcuni dei peggiori massacri in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Il suo nome fu associato al genocidio di Srebrenica, dove più di 8.000 uomini e ragazzi musulmani furono uccisi nel luglio 1995.
Durante il suo processo davanti al Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia (TPI), Mladić affermò: "Sono il generale Mladić. Ho difeso il mio paese e il mio popolo." Questa dichiarazione esemplifica la posizione che mantenne durante tutto il procedimento giudiziario, senza mai mostrare alcun rimorso per i crimini di cui fu accusato.
Mladić fu finalmente catturato nel 2011, dopo 16 anni di fuga, e fu condannato per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. La sua morte nel 2026 avvenne mentre erano ancora in corso procedimenti di appello, ponendo fine alla vita di una delle figure più controverse e condannate della giustizia penale internazionale.




