I radiotelescopi come l'ALMA, situato nel Deserto di Atacama, in Cile, rendono possibile mappare le molecole nelle nubi di formazione stellare, rivelando informazioni come temperatura, abbondanza chimica e indizi sui processi nascosti che modellano la formazione delle stelle in regioni distanti dell'universo.
Gli astronomi non riescono a riprodurre in laboratorio i segnali emessi dalle molecole provenienti dalle regioni di formazione stellare, per questo devono studiare questi segnali in modo indiretto attraverso strumenti appositamente concepiti per captare diversi tipi di radiazione.
La luce costituisce il migliore strumento per questo compito, non solo la luce visibile che riusciamo a vedere a occhio nudo, ma anche altri tipi come le onde radio, specificamente nelle fasce di frequenza di millimetri e submillimetri, che sono emesse dal gas e dalla polvere presenti in queste regioni cosmiche.
Ogni molecola possiede transizioni energetiche caratteristiche e, ruotando o cambiando stato, emette segnali che fungono da firma unica, permettendo agli scienziati di identificarne la composizione chimica e di comprendere meglio i processi di formazione stellare.




