Famigerato serial killer muore in prigione senza rivelare dove ha lasciato le parti dei corpi delle vittime
extra27 agosto 2026 alle ore 10:39
Il noto serial killer britannico John Sweeney, conosciuto come "Cacciatore di Scalpi", è morto a 66 anni il 14 agosto nel carcere di HMP Whitemoor, a Cambridgeshire, in Inghilterra, senza aver mai rivelato dove si trovassero le teste e altre parti dei corpi delle sue vittime, che erano state smembrate. Sweeney, che soffriva di cancro, fu condannato nel 2011 per l'omicidio di due ex fidanzate: la modella americana Melissa Halstead, di 33 anni, uccisa nel 1990 il cui busto fu trovato galleggiante in un canale a Rotterdam e rimase non identificata per 18 anni fino a essere riconosciuta tramite DNA, e Paula Fields, di 31 anni e madre di tre figli. Egli lasciò una poesia disturbante su una delle vittime, descrivendo il crimine.
Il governo portoghese ha riconosciuto ufficialmente come catastrofe naturale gli incendi boschivi verificatisi a Vouzela (distretto di Viseu) e Valpaços (distretto di Vila Real), tra luglio e agosto, e ha messo a disposizione uno stanziamento di dieci milioni di euro per sostenere le aziende agricole colpite. Il ministro dell'Agricoltura, José Manuel Fernandes, ha riconosciuto che "nessun sostegno può ripristinare una vigna vecchia, un oliveto secolare o anni di lavoro", ma ha garantito che gli agricoltori non saranno lasciati soli. Gli incendi hanno causato gravi danni a colture come castagni, oliveti e vigneti, compromettendo il potenziale produttivo essenziale per l'economia locale. Gli aiuti sono destinati al ripristino degli impianti, delle infrastrutture e delle attrezzature danneggiate, con requisiti di ammissibilità per aziende con danni superiori al 30% del potenziale produttivo e investimenti fino a 400.000 euro.
Gli scienziati hanno identificato che il crollo di un ghiacciaio è stata una delle principali cause dell'alluvione catastrofica che ha colpito il Nepal e il Tibet. Oltre allo scioglimento glaciale, i ricercatori sottolineano anche il significativo contributo di una pioggia intensa e persistente caduta nella regione prima del disastro, aggravando la situazione e contribuendo alla magnitudo dell'inondazione.
Due uomini, di 31 e 38 anni, sono stati arrestati in Angola con il sospetto di aver ucciso e divorato sei persone scomparse negli ultimi anni nella provincia di Bié. I sospettati sono indicati come responsabili della scomparsa di sei vittime, con età tra 8 e 34 anni, nei comuni di Luando e Camacupa, in incidenti registrati nel 2010, 2012 e 2026. Il Servizio di Investigazione Criminale (SIC) angolano ha informato sull'arresto, che ha generato un grande impatto nella comunità locale.
La tensione è aumentata a Ceuta, con i residenti che cercavano di impedire il passaggio di un convoglio umanitario della Croce Rossa. La Polizia Nazionale è intervenuta per riaprire la strada dopo che decine di persone hanno cercato di bloccare il passaggio. L'episodio è avvenuto dopo una notte caratterizzata da nuovi incidenti e 12 arresti.